Il Museo di Gennaio: il Museo Civico dei fossili di Besano

Il Museo civico dei fossili di Besano si trova nella piccola città di Besano, in provincia di Varese, all’interno di una palazzina dei primi del 1900.
Il museo è nato per ospitare gli importanti fossili ritrovati nella Formazione di Besano: si tratta di una delle località fossilifere più importanti e conosciute in Italia; già Stoppani nel 1862 diresse le prime campagne di scavo.
L’affioramento di Besano è composto da una successione del Triassico Medio e presenta cinque livelli fossiliferi principali, all’interno delle quali si possono suddivedere diverse associazioni faunistiche. Il sito è stato anche inserito all’interno della World Heritage List UNESCO.
Il museo si compone di cinque sale dove sono esposti fossili e calchi, con alcuni pannelli esplicativi. A richiesta, si può optare per la visita guidata.
I fossili esposti sono di invertebrati, piante, pesci, rettili. La star del museo è un gigantesco rettile marino, il Besanosaurus leptorhynchus, un ittiosauro lungo circa 6 metri. I resti di questo animale sono straordinari, infatti lo scheletro è pressochè completo e all’interno dell’addome si possono osservare anche dei piccoli, e ciò ci indica che questo esemplare era femmina.

Oltre al Besanosaurus, possiamo incontrare i resti del Saltriosauro, dinosauro carnivoro del periodo Giurassico.

Per ulteriori informazioni sul museo, cliccate qui.

Un’escursione in giornata: Punta Chiappa

Se avete voglia di fare una bella gita fuori porta, anche in inverno, potete partire per la Liguria, direzione Camogli e raggiungere a piedi il promontorio di Punta Chiappa.

Prima di partire per la nostra escursione, scopriamo la geologia di questi luoghi. Le formazioni geologiche vere e proprie sono due: i Calcari del Monte Antola, facenti parte di uno dei numerosi flysch del Cretaceo ad elmintoidi delle Unità Liguridi, e i Conglomerati di Portofino, appartenenti alle sequenze Neoautoctone oligoceniche, molto più recenti, che si trovano sovraimposti stratigraficamente alla predetta formazione, in discordanza angolare.

In paleontologia sono chiamate elmintoidi delle icnofacies date da piste fossili lasciate sul fondo marino da forme di vita epibentoniche presumibilmente limivore, viventi lungo l’interfaccia acqua/sedimento, a cui è stato dato il nome scientifico di Helmintoidea labyrinthica  e conservatisi fossilizzate nei sedimenti litificati.

Da Camogli iniziamo il nostro cammino verso il paese di San Rocco, attraverso un sentiero ben segnalato e ad una strada a gradini. Il dislivello è di circa 200 metri, ed il percorso è mediamente impegnativo, soprattutto per la presenza di gradini alti. La durata del trekking è di circa un’ora.

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Il Paese di Camogli

Giunti in prossimità della frazione di S. Rocco ha inizio una scalinata che termina di fronte all’ingresso della chiesa parrocchiale, San Nicolò di Capodimonte. La costruzione fu eretta a partire dal 1863 nel luogo in cui sorgeva una cappella dedicata al santo, e si trova su un poggio panoramico da cui si osservano il golfo Paradiso, Genova e la Riviera Ligure di Ponente.

Arrivati alla Chiesa di San Nicolò, oltre all’indubbia rilevanza storica ed artistica dell’edificio, possiamo notare il tipo di ciottolato utilizzato per la pavimentazione della piazza, costituito da piccoli clasti arrotondati di colore nero: questi clasti venivano ricercati nelle cave di ardesia fin dal Medioevo e dovevano essere tutti della stessa grandezza e dello stesso colore.

Raggiunto Porto Pidocchio possiamo notare la sua importante valenza geologica, grazie ad uno dei cartelli illustrativi che spiegano ai visitatori la geologia del territorio, ponendo l’accento anche alla maestosa piega di strati di calcari marnosi visibile in battello di Punta Cannetta.

Particolare è anche la presenza della gradazione inversa del Conglomerato data dalla diversa deposizione dei clasti nel substrato fangoso: avendo un’energia più elevata, questi clasti più grandi si sono scontrati e si sono dispersi più in alto nello strato.

Ancora una piccola salita e giungiamo a Punta Chiappa, la meta del nostro viaggio. L’arrivo è segnalato da un cartello esplicativo che ci descrive il Percorso 1 delle Vie del Conglomerato, un piccolo percorso che si può effettuare sul promontorio, dove sono visibili peculiarità geologiche contraddistinte da un cartellino.

All’interno dei numerosi clasti dei conglomerati possiamo infatti notare alcune singolarità, come la presenza dei boulders, cioè clasti di notevoli dimensioni rispetto agli altri. Ancora, si può notare la presenza di alcuni fossili di Crinoidi immersi nella matrice arenacea, spesso sfuggevoli anche ad un occhio allenato a causa delle piccole dimensioni. Non manca una faglia ben visibile grazie alla sua azione esercitata sui alcuni clasti, che risultano in questo modo “tagliati”.

Il panorama è eccezionale, e i conglomerati sono imponenti. Dopo un pranzo rinfrescato dalla brezza marina, è ora di tornare a Camogli, grazie al battello di Porto Pidocchio. Da lontano possiamo osservare la zona di contatto tra calcare e conglomerati, in corrispondenza di San Nicolò e Scogli Grossi. Il panorama geologico non smette tuttavia di stupirci, regalandoci la vista della spettacolare piega di Punta Cannetta.

La mia escursione in pillole:

  • Periodo di viaggio: ottobre
  • Durata: 1 giorno
  • Difficoltà: 3/5
  • Viaggio organizzato: sì, con l’Associazione Geoturismo
  • Adatto a famiglie e bambini: sì, se per la prima parte del viaggio prendete il traghetto.

Un viaggio del 2016: Alpe di Siusi

Nel 2016 ho deciso di visitare questa località turistica molto apprezzata, l’Alpe di Siusi.

Alloggiando in un appartamento, ho avuto libertà di orari, proprio quello che ci vuole quando si fanno trekking giornalieri molto lunghi. Il tempo è stato sempre clemente, con il sole che mi ha accompagnato per una settimana intera. Alloggiando a Siusi, è molto facile raggiungere gli impianti di risalita, ma anche gli altri centri abitati, come Castelrotto, piccola chicca alpina.

In una settimana di puro contatto con la natura, ho potuto visitare numerose baite e molti rifugi, senza farci mancare la cucina tipica montana, che si mixa molto bene con le tradizioni dei nostri vicini tirolesi.

Con la carta da tre giorni per l’impianto di risalita Seiser Alm, potete tranquillamente salire e scendere sell’Alpe nei giorni che più preferite. Il centro è molto attrezzato, con un ampio parcheggio gratuito, un altro a pagamento, negozi di attrezzature, di prodotti tipici, ristoranti. Idem saliti all’Alpe, dove i negozi per i visitatori pullulano intorno alle numerose case vacanze. Da qui si dipartono tutti i più importanti sentieri che vi porteranno alla scoperta dello Sciliar, del gruppo del Catinaccio, della Marmolada e del gruppo del Sella. La vista è mozzafiato, il panorama toglie il fiato. Forse è meno famosa delle Tre Cime di lavaredo, ma una visita merita assolutamente. Dato che siamo sulle Dolomiti, non può mancare la pratica dei timbri, ovvero timbrare il proprio “Passaporto delle Dolomiti” ad ogni rifugio visitato (il passaporto è acquistabile in molti negozio che vendono attrezzature per trekking e scalata, anche presso il complesso d’impianto di risalita Seiser Alm).

I sentieri che si snodano sono variegati e offrono ampia possibilità di scelta: da quelli per i principianti, a quelli per esperti scalatori con ferrate. io opto per sentieri di difficoltà media, con salite e qualche sentiero stretto: incontro molti turisti, soprattutto stranieri, con anche bambini. La montagna è davvero per tutti!

Oltre alle numerose passeggiate, anche nei dintorni del paesino di Siusi, non mancano le occasioni per portare a casa qualche ricordo: a Castelrotto potrete trovare un negozio di souvenir molto particolare: quello dei Kastelruther Spatzen, gruppo folk di Castelrotto con tanto di museo annesso (a pagamento). Qui troverete veramente di tutto, anche le marmotte che ripetono le parole!

Montagna è natura e infatti non sono mancati degli avvestimenti di fauna meravigliosa: molti scoiattoli rossi, anche nella varietà melanica, cervi adulti (al calare della sera), numerose specie di odonati anche di grosse dimensioni, e molti altri ancora. Gli scoiattoli sono abbastanza semplici da vedere, soprattutto in boschi fitti. Per i cervi gli incontri sono spesso fortuiti, e sempre a buona distanza (consiglio un binocolo), al calare della sera oppure all’alba. Per gli odonati, abbiamo osservato molte specie di Sympetrum, Aeshna e Anax, vicino a laghetti con acqua ferma, soprattutto.

La flora non manca, con tanti fiori ancora osservabili, come i bellissimi Aconiti.

Per una vacanza rilassante, ma all’insegna dell’avventura, non dovete quindi andare lontano.

Per un’ Alpe di Siusi naturalistica consiglio di visitare:

  • Laghetto di Fiè
  • Bad Ratzes
  • Baita Rifugio Arnika
  • Compaccio – Tüehle – Saltria

Il mio viaggio in pillole:

  • Periodo di viaggio: agosto
  • Durata: 7 giorni
  • Difficoltà: 3/5
  • Viaggio organizzato: no
  • Adatto a famiglie e bambini: sì, con scelte dei sentieri per principianti

Cose da fare assolutamente:

  • Osservare gli odonati nei numerosi laghetti
  • Mangiare lo stinco al forno in riva al Laghetto di Fiè
  • Vedere lo Sciliar al tramonto